LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

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LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#1 Message par InHocSignoVinces » dim. 02 juin 2019 12:23

LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE

A cura del Centro Internazionale Sedevacantismo Totale


CAPITOLO 1 - Nuovi riti per la nuova controchiesa anticristica.

“Chi considera ciò, deve pur temere che questa perversione degli animi sia
una specie di assaggio e quasi un anticipo dei mali che sono previsti per la
fine dei tempi; e che “il figlio della perdizione”, di cui parla l’Apostolo, non
calchi già queste terre. Con somma audacia, con tanto furore è ovunque
aggredita la pietà religiosa, sono contestati i dogmi della fede rivelata, si
tenta ostinatamente di sopprimere e cancellare ogni rapporto che intercorre
tra l’uomo e Dio! E invero, con un atteggiamento che secondo lo stesso
Apostolo è proprio dell “Anticristo”, l’uomo, con inaudita temerità, prese il
posto di Dio, elevandosi “al di sopra di tutto ciò che porta il nome di Dio”;
fino al punto che, pur non potendo estinguere completamente in sé la
nozione di Dio, rifiuta tuttavia la Sua maestà, e dedica a se stesso, come un
tempio, questo mondo visibile e si offre all’adorazione degli altri. “Siede nel
tempio di Dio ostentando se stesso come se fosse Dio”.


(San Pio X)


Nel 1974, in Inghilterra, un vescovo anglicano adottò il nuovo rito
dell’antipapa Paolo VI, per tutta la sua diocesi anglicana. E dichiarò: “Questo
nuovo rito è perfettamente conforme alle nostre idee protestanti”.


La proposta di questa nuova liturgia ebbe un seguito nella celebrazione “ad
experimentum”
di una messa secondo il nuovo rito, nella Cappella Sistina,
presenti numerosi prelati. Ma la maggior parte di costoro espresse
fermamente parere sfavorevole. Malgrado ciò l’anno successivo, era il 1968,
questa pseudoriforma liturgica fu comunque approvata e imposta
dall’antipapa Paolo VI, e nel 1969 entrò in vigore. Ne era stato il principale
fautore mons. Annibale Bugnini, massone.


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Re: LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#2 Message par InHocSignoVinces » lun. 03 juin 2019 17:06

"Ma sono ancora più strane, nello stesso tempo spaventose e rattristanti, l'audacia e la leggerezza di spirito di uomini che si dicono cattolici, che sognano di rifare la società in simili condizioni e di stabilire sulla terra, al di sopra della Chiesa cattolica, "il regno della giustizia e dell'amore", con operai venuti da ogni parte, di tutte le religioni oppure senza religione, con o senza credenze, purché dimentichino quanto li divide, le loro convinzioni religiose e filosofiche, e mettano in comune quanto li unisce, un 'generoso idealismo' e forze morali prese "dove possono". Quando si pensa a tutto quanto è necessario in forze, in scienza, in virtù soprannaturali per istituire la città cristiana, e alle sofferenze di milioni di martiri, e alle illuminazioni dei Padri e dei Dottori della Chiesa, e alla dedizione di tutti gli eroi della carità, e a una potente gerarchia nata dal Cielo, e ai fiumi di grazia divina, e il tutto edificato, collegato, compenetrato dalla Vita e dallo Spirito di Gesù Cristo, la Sapienza di Dio, il Verbo fatto uomo; quando si pensa, diciamo, a tutto questo, si è spaventati nel vedere nuovi apostoli intestardirsi a fare di meglio mettendo in comune un vago idealismo e virtù civiche. Che cosa produrranno? Che cosa sta per uscire da questa collaborazione? Una costruzione puramente verbale e chimerica, in cui si vedranno luccicare alla rinfusa e in una confusione seducente le parole di libertà, di giustizia, di fraternità e di amore, di uguaglianza e di umana esaltazione, il tutto basato su una dignità umana male intesa. Si tratterà di un’agitazione tumultuosa, sterile per il fine proposto e che avvantaggerà gli agitatori delle masse meno utopisti (....).

Temiamo che vi sia ancora di peggio. Il risultato di questa promiscuità nel lavoro, il beneficiario di quest'azione sociale cosmopolitica, può essere soltanto una democrazia che non sarà né cattolica, né protestante, né ebraica; una religione...più universale della Chiesa Cattolica, che riunirà tutti gli uomini divenuti finalmente fratelli e compagni, nel "regno di Dio".- "Non si lavora per la Chiesa: si lavora per l'umanità". E ora, pervasi dalla più viva tristezza, ci domandiamo, Venerabili Fratelli, che cosa è diventato il cattolicesimo del Sillon [movimento eretico francese]. Ahimè! Esso...è stato captato, nel suo corso, dai moderni nemici della Chiesa e d'ora innanzi forma solo un misero affluente del grande movimento di apostasia, organizzato, in tutti i paesi, per l’instaurazione di una chiesa universale, che non avrà né dogmi, né gerarchia, né regole per lo spirito, né freno per le passioni, e che, con il pretesto della libertà e della dignità umana, ristabilirebbe nel mondo, qualora potesse trionfare, il regno legale dell’astuzia e della forza, e l’oppressione dei deboli, di quelli che soffrono e che lavorano".


(Lettera Apostolica di San Pio X agli Arcivescovi e ai Vescovi francesi, ‘Notre charge apostolique’, Roma, 25 agosto 1910).



L’antipapa Paolo VI, dopo avere inaugurato la nascente controchiesa anticristica, al termine dell’invalido ed eretico conciliabolo Vaticano del 1962-65, iniziò, col sostegno della massoneria satanica, a dare nuova dottrina, riti e sacramenti invalidi, per la sua controchiesa. Così ebbe inizio la “riforma liturgica”, cioè la creazione ex novo di riti, sacramenti e liturgie invalide e contrarie allo spirito e alla dottrina della Chiesa Cattolica, tutte imposte al clero ignaro, dell’inganno satanico della controchiesa anticristica.

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Re: LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#3 Message par InHocSignoVinces » ven. 07 juin 2019 21:38

Il 4 dicembre 1963, l’invalido ed eretico conciliabolo Vaticano emanò la
‘costituzione liturgica’ “Sacrosantum Concilium” (SC), e con essa viene
stabilita la riforma e stravolgimento generale di tutti i riti della Chiesa:
la santa Messa, i sacramenti, il breviario, il calendario ecclesiastico, i
tempi liturgici, fino alla musica e all’arte sacra.
Ovviamente tali atti
furono tutti invalidi, perché secondo le stesse leggi della Chiesa
, i riti e
la liturgia ecclesiastica non possono essere aboliti e creati ex-novo
,
perché si basano sulla Tradizione Apostolica, risalente agli
insegnamenti di Gesù Cristo stesso
. Ma l’antipapa Paolo VI, avendo
creato subdolamente una controchiesa anticristica opposta alla vera
Chiesa Cattolica, diede oltre a nuove dottrine eretiche, anche nuovi riti
e liturgie invalide, nel tentativo anticristico di far cessare con l’inganno,
il Sacrificio Eucaristico quotidiano.


Il 25 gennaio 1964, l’antipapa Paolo VI emanò il motu proprio Sacram
Liturgiam
con cui stabiliva che molte delle novità introdotte dalla
costituzione conciliare, non sarebbero entrate in vigore prima della
preparazione e pubblicazione dei nuovi libri liturgici. Già nel 1964 fu
istituito il Consilium per l'applicazione della costituzione liturgica
(‘Consilium ad exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia’,
composto da ecclesiastici massoni e da sei pastori protestanti), affinché
creasse una nuova invalida liturgia contraria a quella Cattolica
. Da essa
sorse poi la Congregazione del Culto Divino e della Disciplina dei
Sacramenti, il cui segretario, e vero regista della riforma, fu
l’arcivescovo liturgista Annibale Bugnini (massone e quindi
scomunicato
; quando la notizia divenne di dominio pubblico, anni
dopo, l’antipapa Paolo VI fu costretto a sollevarlo da ogni incarico, e
inviarlo come pro-nunzio in Iran) il quale aveva funto pure da
segretario della commissione preparatoria all’invalido ed eretico
conciliabolo Vaticano del 1962-65.

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Re: LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#4 Message par InHocSignoVinces » dim. 09 juin 2019 11:28

L’invalido “novus ordo Missae”, la nuova invalida e apostatica
‘messa’ della controchiesa anticristica ‘conciliare’.


Il 3 aprile 1969, con la costituzione apostolica “Missale Romanum”,
l’antipapa Paolo VI pubblicò il nuovo invalido ed eretico Messale,
ideato e scritto da massoni e protestanti. In esso, venne eliminato
totalmente l’uso del latino, lingua sacra e ufficiale della vera Chiesa
Cattolica.

L’antipapa Paolo VI osò satanicamente modificare le stesse parole della
consacrazione eucaristica.
Un mutamento molto visibile e non previsto
dalla costituzione Sacrosanctum Concilium, fu la mutata posizione del
sacerdote rivolto con il volto verso i fedeli
("versus populum") e non più
verso oriente
("ad Deum"), secondo la tradizione Cattolica, in cui
celebrante e i fedeli mantengono la stessa direzione.


La diffusione del mutamento della direzione del celebrante ha causato
interventi architettonici in moltissime chiese,
paradossalmente passati
sotto il nome di "adeguamenti liturgici conciliari" nonostante non siano
richiesti in nessun documento dell’invalido ed eretico conciliabolo
Vaticano del 1962-65; essi compresero, tra l'altro, la demolizione o il
rimaneggiamento degli altari antichi, per disporvi la sede del celebrante
e l'altare "versus populum", e lo smantellamento delle balaustre di
fronte all'altare (banchi della comunione), causando spesso gravi danni
al patrimonio storico-architettonico.


La riforma dell’antipapa Paolo VI, ha causato la riduzione dell'utilizzo
della tradizione musicale usata per secoli dalla Chiesa cattolica (il canto
gregoriano e la polifonia sacra)
. In gran parte delle diocesi il repertorio
si è orientato su canti musica folk composti a partire dagli anni settanta
del Novecento, a volte con l'accompagnamento di chitarre, tastiere
elettroniche e piccoli strumenti percussivi.


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Re: LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#5 Message par InHocSignoVinces » sam. 15 juin 2019 10:01

Opposizioni alla riforma liturgica dell’antipapa Paolo VI.

Fece scalpore il cosiddetto Intervento Ottaviani, ossia il ‘Breve esame critico del Novus Ordo Missae’, scritto da diversi eminenti teologi, fu sottoscritto e inviato all’antipapa Paolo VI, dal cardinale Alfredo Ottaviani (Prefetto del Sant'Uffizio e della Congregazione per la Dottrina della Fede) e dal cardinale Antonio Bacci, il 25 settembre 1969.

Nei confronti della riforma liturgica, e in particolare del Messale promulgato dall’antipapa Paolo VI, numerosi gruppi di autentici Cattolici, hanno espresso ed esprimono tuttora un rifiuto totale, mentre altri, pur non mettendo in discussione la validità sacramentale non le risparmiano critiche di metodo e di merito.

Tra i primi critici, alcuni sostennero che la riforma ha un carattere modernista e quindi eretico, che rimuove il carattere di sacrificio dell'eucaristia. Ciò si evidenzierebbe in particolare dal confronto fra il canone romano (pur nella versione ripresa dalla prima preghiera eucaristica) e la seconda preghiera eucaristica.

Alcuni obiettano che il ‘Novus Ordo’, contraddica la bolla "Quo primum tempore” del papa San Pio V, in cui si vieta, in perpetuo, di apportare modifiche al "Missale Romanum":

Con la presente Nostra Costituzione, da tenersi in perpetuo, … stabiliamo e comandiamo sotto pena della Nostra indignazione che a questo Nostro Messale recentemente pubblicato giammai, in alcun tempo, nulla possa essere aggiunto, sottratto o cambiato (nell'Ordinario della Messa)...“[§ VI]

“Anzi, in virtù dell'Autorità Apostolica, Noi concediamo a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'indulto perpetuo di poter seguire, nella Messa cantata o recitata, in qualunque chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui avranno piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, così che non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera differente da quella che abbiamo prescritto, né d'altra parte possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale.“ [§ VII]


„...Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo potranno venir revocate o diminuite, ma stabili sempre e valide dovranno perseverare in tutto il loro vigore..“.. [§ VIII] „Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di violare e trasgredire questo Nostro documento, facoltà, statuto, ordinamento, mandato, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se qualcuno avrà l'audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio Onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo“.

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Re: LA CONTROCHIESA ANTICRISTICA CONCILIARE (En Italiano)

#6 Message par InHocSignoVinces » dim. 16 juin 2019 12:30

CAPITOLO 3

Breve Esame Critico del Novus Ordo Missae
del Cardinale Alfredo Ottaviani, Prefetto del Sant’Uffizio


“Il Breve Esame è prima di tutto un documento storico di importanza capitale. (...) Questo documento storico, approvato e presentato a Paolo VI dai cardinali Ottaviani e Bacci, fissa per sempre quali furono le ragioni di coloro i quali si opposero, categoricamente e fin dal primo momento, al nuovo Ordo Missæ. Tutto il resto è venuto dopo, tutto il resto è venuto di là: prima di tutto dal contenuto di questo ‘Breve Esame’, in secondo luogo dall’autorità dei due Cardinali. Questo testo è, questo testo rimarrà per la storia, il primo momento del rifiuto cattolico opposto alla nuova messa”.
(Jean Madiran)


(Testo integro)

I



Nell'ottobre del 1967, al Sinodo Episcopale, convocato a Roma, fu chiesto un giudizio sulla celebrazione sperimentale di una cosiddetta «messa normativa», ideata dal Consilium ad exequendam Constitutionem de Sacra Liturgia.

Tale messa suscitò le piú gravi perplessità tra i presenti al Sinodo, con una forte opposizione (43 non placet), moltissime e sostanziali riserve (62 juxta modum) e 4 astensioni, su 187 votanti. La stampa internazionale di informazione parlò di «rifiuto», da parte del Sinodo, della messa proposta. Quella di tendenze innovatrici ne tacque. E un noto periodico, destinato ai Vescovi ed espressione del loro insegnamento, cosí sintetizzò il nuovo rito:

«[vi] si vuol fare tabula rasa di tutta la teologia della Messa. In sostanza ci si avvicina alla teologia protestante che ha distrutto il sacrificio della Messa».

Nel Novus Ordo Missæ, testé promulgato dalla Costituzione Apostolica Missale romanum, ritroviamo purtroppo, identica nella sua sostanza, la stessa «messa normativa». Né sembra che le Conferenze Episcopali, almeno in quanto tali, siano mai state nel frattempo interpellate al riguardo.

Nella Costituzione Apostolica si afferma che l'antico messale, promulgato da S. Pio V il 19 luglio 1570 ma risalente in gran parte a Gregorio Magno e ad ancor piú remota antichità (1) fu per quattro secoli la norma della celebrazione del Sacrificio per i sacerdoti di rito latino, e, portato in ogni terra, «innumeri præterea sanctissimi viri animorum suorum erga Deum pietatem, haustis ex eo... copiosus aluerunt». E tuttavia questa riforma, che lo pone definitivamente fuori uso, si sarebbe resa necessaria «ex quo tempore latius in christiana plebe increbescere et invalescere coepit sacræ fovendæ liturgiæ studium».

Ci sembra evidente, in questa affermazione, un grave equivoco. Perché il desiderio del popolo, se fu espresso, lo fu quando - soprattutto per merito del grande S. Pio X - esso cominciò a scoprire gli autentici ed eterni tesori della sua liturgia. Il popolo non chiese assolutamente mai, onde meglio comprenderla, una liturgia mutata o mutilata. Chiese di meglio comprendere una liturgia immutabile e che mai avrebbe voluto si mutasse.

Il Messale Romano di San Pio V era religiosamente venerato e carissimo al cuore dei cattolici, sacerdoti e laici. Non si vede in che cosa l'uso di esso, con l'opportuna catechesi, potesse impedire una piú piena partecipazione e una maggiore conoscenza della sacra liturgia e perché, con tanti eccelsi pregi che gli sono riconosciuti, non lo si sia stimato degno di continuare a nutrire la pietà liturgica del popolo cristiano.

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